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Ormai gli uomini non mi vedono più come una preda. Non mi chiedono più di fare sesso: mi chiedono favori o, niente po' po' di meno che, dei consigli. Così, da uomo a uoma.
L'ultimo mi ha chiesto se poteva darmi la delega per l'assemblea di condominio. Cavolo, non mi era mai successo.
Dovrò destreggiarmi tra il capitolato dei lavori del terrazzo, un'infestazione di blatte, le lamentele per i cotton fioc pieni di cerume gettati sulla copertura dei box auto e il puzzo di fumo intriso di zuzza seria che viene fuori dall'appartamento di quello di sotto. Una roba schifosa, guarda.
Quando vivevo ancora con i miei, i vicini la delega la davano a mio papà e io lo vedevo come un'autorità, uno che la sapeva lunga. Che poi sia un uomo pieno di ansia e depressione è un altro paio di maniche, ma fuori non lo sa nessuno. Quindi adesso lo sono diventata anche io, un'autorità. D'altronde, buon sangue non mente.
La depressione, però, gliela lascio.
Peccato che tutta questa elucubrazione sulle responsabilità sia svanita nel momento esatto in cui ho dovuto inserire la password per entrare nel PC. Mentre digitavo, una bellissima foto di sfondo ha rapito i miei occhi: le scogliere di Ka'a'awa.
E il cervello homerico ha fatto switch. Kagava... deh-ih-oh-uh!
La vita è così: un attimo prima ti senti Bradley Cooper in Limitless e, subito dopo, Maccio Capatonda in Italiano Medio.